Tipo:
Bianco
Graduazione alcolica:
13,5%
Uve:
Zibibbo (Moscatello d’Alessandria) in purezza
Terreno:
Medio impasto sciolto
Altitudine:
400 s.l.m.
Età media delle vigne:
20 anni
Esposizione:
Nord
Allevamento:
Alberello
Prima annata prodotta:
2002
Produzione media annua:
14.000 bottiglie
Epoca vendemmia:
primi 10 giorni di Agosto. Appassimento naturale al sole.
Kuddia delle Ginestre, il vino prende il nome dalla vigna, è invece Zibibbo in purezza. Viene però fermentato in barriques e tonneau. Ha un tempo di lavorazione più lungo e più elaborato perchè dal legno passa poi nelle vasche d'acciaio e deve procedere attraverso una fase di stabilizzazione più lunga. Il risultato si caratterizza per un residuo zuccherino minimale che concorre a determinare la personalità singolare di questo grande vino.
Grande perchè dura a lungo e supera il concetto spesso discutibile del vino bianco dell'annata in corso. Grande perchè i suoi profumi, i suoi aromi, realizzano un insieme di grande singolarità che ne permette la comparazione ai grandi vini della tradizione francese.
La filosofia dell'azienda è strettamente condizionata dal concetto del 'terroir', innanzitutto ogni suo vino prende il nome dal sito territoriale della vigna, si potrebbe dire al 'cru' come fanno i francesi e come fanno ormai anche in Italia i grandi produttori del Piemonte e della Toscana.Il criterio del 'terroir', permette poi l'identificazione del vitigno. L'uva Zibibbo si dice autoctona; ma se guardiamo bene il Moscato di Alessandria è del Piemonte e di alcune regioni della Francia del sud. Preferiamo immaginare che lo Zibibbo sia venuto da oriente a Pantelleria ma non possiamo ignorare un'altra strada: dalla Tunisia a Pantelleria. Infatti, in Tunisia colonizzata dai francesi furono impiantate delle vigne, di Moscato d'Alessandria, che esistono ancora oggi. E quindi è possibile immaginare che i lavoratori di Pantelleria avessero portato il materiale "verde" da Capo Zibib nell'isola.Allora, anche i vitigni autoctoni hanno una origine e una storia.